Che cos’è l’Equitazione Naturale?

cavallo

La grande rivoluzione del HorseManShip (Equitazione Naturale) è partita dai cowboy intelligenti dalle mani sensibili. Loro non erano cowboy “normali”, maschili, brutali, veloci e di poche parole, ma avevano altri valori come comprensione, dolcezza, efficacia ed il benessere dei cavalli gli stava a cuore. Così è nato il CavalloUomo naturale. Ecco di nuovo la parola naturale. Quale è precisamente la differenza dal normale? “Naturale” nasce dal cuore. Si serve di comunicazione invece che di mezzi meccanici. Si serve di psicologia invece che di violenza e intimidazione. Ma tutto questo, in realtà, non è nuovo, è un sapere che da sempre ci ha accompagnati nel nostro cammino sul pianeta: i templari lo conoscevano, così come alcune tribù di indiani… e così è successo anche ai cowboy, alcuni di loro si sono evoluti e hanno trovato i veri valori della loro essenza.  I grandi maestri come Tom Bill Dorrance e Ray Hunt hanno preceduto la Rivoluzione Naturale, e con modestia esemplare hanno influenzato tutta una generazione di cavalieri. Il “naturale” apparteneva loro, nessuno li comprendeva, ma, nonostante ciò, non rinunciarono alla loro missione. Dicendo la verità alle persone non erano stimati. I cavalli li amavano, e davano loro tutto. Questo colpiva profondamente le persone, al di là del loro scetticismo, e così, piano piano, il “naturale” divenne sempre più conosciuto. Il rapporto naturale tra cavallo e uomo significa prima di tutto “Relazione”. Due esseri diversi, per di più appartenenti a due specie diverse, ad un certo punto fanno qualcosa insieme, si rapportano, si spostano insieme con delle mete in comune, fanno un viaggio, passano insieme un certo periodo di tempo. U predatore (uomo) si relaziona ad un predato (cavallo), e nel confronto entrambi si trasformano, nasce fiducia, rispetto, e forse amicizia e amore. Nel rapportarsi l’uno all’altro, entrambi i partecipanti dello scambio rispettano le leggi naturali, e sono quindi connessi a quello che “realmente” sono. Il cavallo vive in modo naturale su vasti pascoli insieme ad alri cavalli, l’uomo vive in modo naturale nelle case insieme ad altri uomini ed entrambi le parti del rapporto onorano il pianeta su cui vivono e di cui respirano l’aria, bevono l’acqua e mangiano i frutti, ciascuno onora il Creatore di ogni vita con la gioia di vivere. L’uomo si assume la maggior parte della responsabilità, per far funzionare il rapporto; impara il linguaggio dei cavalli, perché in fondo è lui che desidera entrare in rapporto con il predatore. Per questo non si aspetta che sia il cavallo ad imparare la sua lingua. Quando poi comincia a parlare abbastanza bene il linguaggio del cavallo (linguaggio corporeo), comincia a lavorare anche alla sua forma mentale, emozionale e fisica, per diventare un “vero” partner per il cavallo. L’uomo apprende quindi le leggi della comunità del branco, e diventa sempre più un vero leader naturale. Un leader naturale dà importanza al benessere del suo partner prima che al proprio; un leader naturale cammina davanti, traccia il sentiero per primo, non è il boss che fa lavorare gli altri per il suo profitto personale, ma colui che vede la possibilità di una vita migliore per tutti, anche per le generazioni future. Il cavallo, da parte sua, porta nel rapporto la curiosità, sviluppa la fiducia e passo dopo passo si lascia convincere che l’uomo non lo mangerà. Porta con sé addirittura la disponibilità di imparare un po’ del linguaggio umano, ed il desiderio di diventare un tutt’uno con questo essere a due gambe.

“Horse Man Ship” significa “un cavallo e un uomo” che si trovano su un’unica “barca”, rapporto sulla scia della pace e dell’unità… Questa immagine è un contrasto netto rispetto a ciò che normalmente succede nell’equitazione al giorno d’oggi, in un mondo tradizionalista in cui un cavallo viene tenuto fermo da tre persone per far salire un cavaliere che deve entrare in un campo di gara internazionale; dove si frustano cavalli “maleducati”, non appena tutti i clienti hanno lasciato la scuderia, perché devono essere sottomessi e “non devono imparare che sono più forti dell’uomo”; dove puledri di un anno vengono allenati per ore, per vincere corse o gare, anche se le loro ossa ed articolazioni ancora morbide si spezzano o si danneggiano irrimediabilmente, e, nel caso di danni gravi, per essere mandati semplicemente al macello; un mondo in cui si domano i cavalli con violenza e intimidazione, causando dei traumi a vita; in cui i cavalli si nutrono con cibo industriale e passano le loro giornate chiusi in piccoli box, per poi morire di coliche. In questo mondo normale c’è così tanta miseria tutti i giorni, sia per i cavalli che per gli uomini… ma, risparmio l’elenco di tutte le normali pazzie quotidiane. Ormai le leggi naturali sono dimenticate, e per questo non possono più essere rispettate. (tratto dal libro AsvaNara – Cavallo Uomo “Come comunicare con i cavalli”)

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