Corse di Cavalli illegali

Le voci sono sempre più insistenti e gli avvistamenti sempre più frequenti. Le corse illegali probabilmente ci sono sempre state, ma oggi sembrano moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale. Dopo Catania, Avezzano, l’Aquila, Napoli e Pescara, la malavita delle corse, tutta italiana, colpisce anche al Nord. Le segnalazioni sono arrivate dalle provincie di Milano, Varese, Brescia, nel Pavese e Lodi. I cavalli vengono fatti correre di notte, su strade asfaltate o sterrate, illuminate solo dai fari delle macchine. Gli ambientalisti della Aidaa hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica in cui si racconta l’ingranaggio di un giro, ricchissimo, di scommesse in cui sono coinvolti veterinari, stallieri e fantini, tutti nomi vicini agli ippodromi di San Siro e Varese. I cavalli utilizzati risultano morti nei documenti ufficiali, ma in realtà vengono acquistati in nero a fine carriera, più o meno pieni di acchiachi, trasportati in maneggi illegali e sottoposti a “cure” a base di doping e droghe per regalargli quella “marcia in più” soprattutto se in una data giornate è deciso che debbano vincere. Sì perché ovviamente le corse sono truccate. Il giro di denaro è enorme. Gli introiti delle puntate arrivano fino a 400 mila euro a sera. Per assicurarsi le puntate gli organizzatori di queste corse, che operano negli ippodromi e nelle sale scommesse, prendono per la gola i possibili “clienti” con il miraggio di facili guadagni, gli fanno vincere qualche puntata per invogliarli ad alzare la posta e poi procedono a “spennarli”. Un po’ come nel gioco d’azzardo, solo che si gioca sulla pelle di cavalli già stanchi e sfruttati che vengono strizzati fino all’ultimo e poi, che novità, uccisi.
(tratto dalla Rivista Il Mio Cavallo)