Cavalli “Una nuova visione”

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I cavalli… sono un espressione pura e perfetta della natura, sono simbolo della libertà, quando stanno in cima alla collina, criniera al vento, dominando la vita con il loro sguardo. Sono fieri, forti, belli, veloci…
Sono sensibili o pericolosi? Coraggiosi o impauriti? Stupidi o intelligenti? Hanno un buon sapore o sono mezzi di trasporto? Sono un attrezzo sportivo o un amico? Sono sostituiti dei bambini o animali di branco? Qual è la ragione per cui in questo momento ce ne sono così tanti sul pianeta? Perché c’è una loro statua in quasi ogni città del mondo? Perché quasi ogni pittore li ritrae? Perché non si sono estinti da tempo? Perché continuano ad esistere nella nostra era di motori, aerei, internet… visto che come mezzo di trasporto non hanno più alcun valore?
Cè questa visione sul mio schermo interiore: Cavalli, liberi, fieri e meravigliosamente belli, che galoppano con purezza e forza sopra al pianeta, con un galoppo sfrenato, criniere al vento… galoppano sopra l’umanità, vedo le sagome degli uomini sotto i loro zoccoli sonanti, con ogni salto portano più luce, illuminazione, amore e libertà, dietro alla loro corsa lasciano l’umanità dorata, liberata. I cavalli ci liberano. Da cosa? Da cosa ti piacerebbe essere liberato? Prima di tutto dalla prigione di delusione e sfiducia che ci siamo costruiti. Poi dalla paura della critica. Dopo dalla mancanza di soldi. Poi dalla malattia. Volentieri anche dalla confusione e dall’essere sovraccaricati. La libertà ci vorrebbe per la mia vita di tutti i giorni, per i miei figli e poi per tutto il paese. Libertà per le scuole, libertà da guerra e oppressione, violenza e ignoranza. Libertà da odio e invidia. Libertà dalla morte. Libertà dall’arroganza. Ah sì, libertà dai giochi dell’ego. Per me personalmente potrebbe già bastare, forse ci vorrebbe ancora libertà da gelosia, avidità e indifferenza. Poi il pianeta avrebbe bisogno di libertà dall’inquinamento, dalla fame, dai pensieri di potere, dallo sfruttamento, dalla criminalità, dal consumo di droghe e dallo stress. Libertà da una vita normale che si è allontanata troppo dalla natura.
I cavalli sono con noi per liberarci da tutto questo e da tutto quello che qui ancora non è stato scritto e che ci impedisce di essere noi stessi, il nostro vero sé. I cavalli sono qui per liberarci. Si sono presi questo compito. Sono liberi e veloci, fin dal principio. Quando muoiono lo fanno in libertà, quando soffrono lo fanno in libertà e senza un lamento, se tenuti prigionieri la loro essenza comunque rimane libera, se sono legati si liberano, quando sono sfruttati liberano lo sfruttatore… I cavalli sono libertà. Sono la libertà di essere da momento a momento. Sono purezza nella forma più vera. Sono specchi che rispecchiano quello che guarda dentro. Senza giudizio. Questo è una grande chiave della libertà. I cavalli sono. Noi facciamo!
Inspirare ed espirare. Movimento. Ascoltare. Essere. Che cosa è veramente naturale? E’ naturale essere un predatore, mangiare carne e sfruttare gli altri? E’ naturale combattersi in gare e guerre e vivere il “voler essere il migliore”? E’ naturale fare quello che tutti fanno solo perché lo fanno tutti? E’ naturale ammalarsi a 50 anni e di morire a 70 di malattia? E’ naturale che sono i soldi a regnare nel mondo? E’ stato “naturale” per così tanti secoli che non so più che cosa è veramente “naturale”. Perché l’uomo è un maestro nel confondere, riesce a vendere il “normale” per il “naturale” continuando ad allontanarsi sempre di più dal “naturale”. Questo è “normale”. Il “normale” è l’oppositore del “naturale”. Essere normale va di moda. Il “normale” cambia ogni 100 km, usi, costumi, mode, tradizioni. Il “naturale” rimane lo stesso su tutto il pianeta, al suo centro tutto è natura. E’ “normale” aver paura, preoccuparsi. Lo fanno tutti. Quello che fanno tutti in questo secolo è “normale”, quello che fanno pochi è “naturale”. Guarda quel che fanno tutti ed hai delle buone probabilità di essere “naturale” facendo il contrario. “Normale” è distruggere l’ambiente e non avere tempo per i propri figli, i partner ed i rapporti. “Normale” è vivere stressati. “Normale” è soffrire la fame. “Normale” è percepire tutti i problemi ma fare finta che non ci siano. O voler risolvere solo i propri problemi, anche questo è “normale”. “Normale” è volere sempre di più senza accontentarsi mai. Cibo normale, moda normale, colori normali, stipendio normale, vacanze normali, vita e morte normali. Ben controllata e di sera un po’ di alcool e TV…
Una cosa è sicura: il rapporto fra cavallo e uomo è “naturale”! Nessun altro animale da fuga ha mai avuto il desiderio di legarsi a noi. Se il rapporto cavallo-uomo è naturale ed è rimasto intatto attraverso i secoli, nonostante le avversità, cos’altro è “naturale”? Le stagioni. Inspirare ed espirare. Muoversi. Ascoltare il ritmo del cuore. Farsi guidare dalla voce interiore. Vivere come un cavallo. Vivere come un melo. Vivere e sviluppare i propri talenti innati. Godere di frutti e fiori di madre terra. S. Francesco disse, se Dio, il Creatore si prende cura di questo piccolo uccello, come posso io, folle che sono, credere che nel suo amore infinito non possa prendersi cura mille e milioni di volte anche di me? “Naturale” è di vivere nell’abbondanza come la natura. Un melo non si preoccupa di quante mele produce e a chi venderle. Una fattrice non si preoccupa di quanti puledri farà nascere, chi se ne occuperà, se avrà abbastanza tempo e soldi per farli crescere. Li fa e basta. In modo naturale solo se uno stallone naturale è stato con lei. Chiaramente anche l’inseminazione artificiale funziona, ma con quali conseguenze, quali problemi di salute, quali preoccupazioni? Semplicemente non è “naturale”. Tante fattrice non accettano la gravidanza. Poi tante volte finalmente rimangono gravide ma non accettano il puledro dopo il parto. In natura questo piccolo essere creato in modo artificiale non rimarrebbe a lungo sul pianeta. La cavalla lo sa, la sua parte naturale conosce la verità.
Quante persone riuscirebbero a sopravvivere in natura? Non è terribile sapere che ci sono solo pochi che sanno di essere uno con la natura? La maggior parte delle persone continuano a credere la storia che l’essere umano è la corona del creato. “Naturale” è quello che sappiamo nel nostro essere più profondo. Naturale è la verità. L’unità con le leggi della natura che sono scritte nella profondità di ogni essere. Una sapienza che ognuno di noi conosce e chi fa finta di non sapere, mente. O mente o ha imparato ad essere bisognoso, abbandonato e confuso. Non dare spazio a questo modo di comportarsi e troverai subito la verità. Ora. Nel giro di qualche secondo. In modo incondizionato. (tratto da libro Asvanara Cavallo Uomo – Come Comunicare con i Cavalli)

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